L’immaturità affettiva


Oggi viviamo un sempre più crescente dislivello tra il progresso tecnologico e scientifico e l’immaturità infantile per quanto riguardano i sentimenti umani.
Anche nelle persone con un alto livello intellettivo si verifica un autentico analfabetismo affettivo: sono preparati a lavorare in modo efficiente, ma sono del tutto incapaci di amare.
Questa sproporzione ha conseguenze devastanti: basta notare la facilità con cui le persone si sposano e si lasciano, diventano amiche o amici e poi si perdono.
Danno l’impressione di far attenzione solo allo strato epidermico dell’amore e dell’amicizia non approfondiscono i valori e i sentimenti.
Ci sono persone che non sanno amare, non sanno condividere, non sanno cosa voglia dire prendersi cura dell’altro, avere attenzione per i dettagli di un rapporto che va nutrito ogni giorno e fatto sulla base di piccole cose.
Si tratta di persone con carenze affettive, prive di quella che lo psicologo statunitense Daniel Goleman chiamò “Intelligenza Emotiva”.
Nel 1995 egli rese popolare questo concetto definendo l’Intelligenza Emotiva come l’insieme di specifiche capacità quali la consapevolezza e padronanza di sé, la motivazione, l’empatia e l’abilità nelle relazioni interpersonali.
La maturità affettiva non è un frutto spontaneo, occorre impararla. Non è mai una meta definitiva, ma un processo che si manifesta con un atteggiamento e un comportamento capaci di adattamento attivo e costruttivo nelle varie circostanze. È quindi preferibile parlare di maturazione affettiva, anziché di maturità.

Vi sono alcuni principali comportamenti spia che caratterizzano l’immaturità affettiva. Ovviamente occorre saper cogliere il significato dei vari atteggiamenti nel quadro d’insieme della persona:

• un’accentuata instabilità emotiva, caratterizzata da frequenti alti e bassi e da repentine modifiche di opinione e di valutazioni sui fatti e sulle persone
• comportamenti egoistici, edonistici, esibizionistici, volubili, caratterizzati da un labile senso del controllo e della responsabilità
• eccessiva introversione o chiusura, oppure un’estroversione priva di interiorità. Ciò impedisce un autentico scambio personale, in cui sono presenti timidezza accentuate, isolamento affettivo, scontrosità immotivata, impulsività accentuata
• concentrazione su di sé e sulle proprie cose da fare che rende impossibile uno scambio autentico e profondo
• varie forme di autoritarismo che di norma nascondono problemi sessuali irrisolti
• gettarsi in relazioni dove non ci sono basi di compatibilità, interessi e obiettivi comuni. La “relazione” diventa mezzo e occasione per aprirsi alla realtà sociale impedendo la crescita emotiva
• una non accettazione conscia o inconscia della propria corporeità e quindi della sessualità

Vivere con individui che presentano una forte mancanza di maturità affettiva, vuol dire percepirsi da soli con un continuo sentimento di frustrazione per l’impossibilità di poter costruire uno scambio solido con l’altra persona, una complicità, una solidarietà emotiva. Nonostante venga comunicato la difficoltà nel poter continuare il rapporto amicale o con il partner per l’impossibilità “di farsi sentire”, la risposta è spesso nulla. É come se queste persone rimanessero ferme immobili e che non riescano o non intendano, porgere l’orecchio al di fuori “delle loro certezze”condannando la relazione ad un inevitabile rottura. Diventa chiaro che la situazione, dall’altra parte non migliorerà e che l’altra persona non intende fare nessun passo verso il cambiamento.
Il carico emotivo che subisce l’altra parte è notevole.
Subentrano sentimenti di fallimento, di abbandono, solitudine, di non essere visti e sentiti, d’impotenza. Spesso la sensazione prevalente che spinge la persona a chiedere aiuto è la paura di dover passare il resto della vita accanto a persone che la riempiono di amarezza!
Le relazioni, sentimentali e amicali devono essere “un lavoro di squadra” e non di uno soltanto. L’obiettivo deve essere quello di costruire un progetto comune che non impoverisca o ferisca nessuno!
È nostro dovere reagire, se si ha la sensazione che la nostra serenità sia ostacolata dalla presenza di persone immature affettivamente, perché la nostra vita non è a disposizione di nessuno!

Bibliografia.
Goleman, D. (2013). La natura dell’intelligenza emotiva.
New York: Bantam Books

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